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Dagli inizi dell’urbanismo teorico alla città moderna. Visioni urbanistiche del totalitarismo – Italia

Article by Pier Giorgio Massaretti, originally appeared in German in: Anthologie zum Städtebau. Das Phänomen Großstadt und die Entstehung der Stadt der Moderne (II.2), edited by Vittorio Magnago Lampugnani, Katia Frey, and Eliana Perotti. Berlin: Gebr. Mann Verlag, 2014, 1307-1390.

Pier Giorgio Massaretti, University of Bologna, piergiorg.massaretti@unibo.it

La prima edizione di questo testo è apparsa, in tedesco, nel volume II.2.: Anthologie zum Städtebau. Das Phänomen Großstadt und die Entstehung der Stadt der Moderne, a cura di Vittorio Magnago Lampugnani, Katia Frey, Eliana Perotti, con il sostegno di Departement Architektur der Eidgenössischen Technischen Hochschule, Zürich (Gebr. Mann Verlag, Berlin 2014, pp. 1307-1390). Previ specifici accordi con l’editore, viene qui presentata la versione originaria, in italiano, dell’intero capitolo: Modernität und Emphase. Städtebau im italienischen Faschismus, e comprendente: i) una capiente saggio introduttivo – in una versione più ampia ed articolata (comprensiva della “Bibliografia sistematica”, di riferimento) del testo in tedesco; ii) la versione in italiano del repertorio antologico di riferimento – e comprensiva di una “Scheda introduttiva”, sull’Autore-Opera, e di una selezione del testo in esame.

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La ri-fondazione della Libia balbiana (1933-1939). Il poderoso racconto fotografico dei “Ventimila”

Article by Pier Giorgio Massaretti, in: Città mediterranee in trasformazione. Identità e immagine del paesaggio urbano tra Sette e Novecento, edited by Alfredo Buccaro, and Cesare de Seta. Naples: Edizioni Scientifiche Italiane, 2014, 1085-1098. Conference proceedings, „VI Convegno Internazionale di Studi. 7. Le trasformazioni del paesaggio nella fotografia e nella cinematografia“, organized by CIRICE (Centro Interdipartimentale di Ricerca sull’Iconografia della Città Europea). Naples, March 13-15, 2014.

Pier Giorgio Massaretti, University of Bologna, piergiorg.massaretti@unibo.it

La prima edizione di questo testo è apparsa negli atti del VI Convegno Internazionale di Studi del CIRICE – Centro Interdipartimentale di Ricerca sull’Iconografia della Città Europea − Università di Napoli Federico II, (Napoli, 13-15 marzo 2014), dal titolo: Città mediterranee in trasformazione. Identità e immagine del paesaggio urbano tra Sette e Novecento, a cura di A. Buccaro e C. de Seta (Collana: Polis, 6; Napoli: Edizioni Scientifiche Italiane, 2014; pp. 1216; ISBN 9788849528145), all’interno della sessione 7, Le trasformazioni del paesaggio urbano nella fotografia e nella cinematografia, coordinatori: F. Capano, M. Iuliano, pp. 1085-1098. Il Convegno, aperto a studiosi di ambito nazionale e internazionale, si poneva l’obiettivo di fare il punto sulla storiografia riguardante la città mediterranea in età contemporanea, con particolare riferimento alla sua identità, struttura e immagine, dall’inizio dell’industrializzazione all’età post-illuminista e borghese, fino ai temi inerenti l’evoluzione/involuzione del territorio e del paesaggio post-industriale, nonché lo sviluppo del modello turistico tra Otto e Novecento.

[Dall’Introduzione]
Nell’ottobre 1938, all’apice del successo nazionale e della notorietà internazionale che investiva il suo trasversale governatorato in Libia, Italo Balbo diede inizio all’epocale trasmigrazione «di massa» dei coloni rurali nazionali nell’oltremare italiano. E con intelligente capacità manageriale, attivò parallelamente una mirata compagna fotografica destinata a divulgare tale “biblico” passaggio del Mediterraneo da parte di oltre ventimila contadini italiani, così impegnati nella spettacolare «colonizzazione demografica» della Libia. Una puntuale rendicontazione visiva elaborata in oltre duecento scatti in bianco e nero (in parte depositata presso l’oggi irraggiungibile “Archivio Fotografico” dell’Istituto Italiano per l’Africa e l’Oriente, Roma). Un pacchetto fotografico poi opportunamente selezionato per allestire l’edizione straordinaria del numero unico della rivista «Libia», 1939 (a cui farò riferimento), dall’illuminante titolo: I ventimila. Documentario fotografico della prima migrazione in massa di coloni in Libia per il piano di colonizzazione demografica intensiva – Anno XVI/1938.

Se, in ambito nazionale ed internazionale, l’ancora troppo rarefatta bibliografia di settore ha comunque già restituito con precisione le complesse dinamiche di fondazione “materiale” del network di quei villaggi e presidi agricoli libici che ancor’oggi costituiscono un patrimonio testimoniale di grande interesse disciplinare, con questa mia puntuale indagine intendo invece concentrarmi nella microscopica ottimizzazione del modello di ri-fondazione “immateriale” degli stessi territori, ed icasticamente rappresentato da quel raffinato apparato fotografico ed iconografico che venne, con rara cura retorica e spettacolare, appositamente sviluppato.

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Il villaggio “Oliveti”. Fonte: I ventimila. Documentario fotografico della prima migrazione in massa di coloni in Libia per il piano di colonizzazione demografica intensiva – Anno XVI/1938, numero monografico della rivista «Libia», del 1939.

 

Spazio sacro e fondazione della comunità. Il tragico òikos dei villaggi di fondazione del fascismo

Article by Pier Giorgio Massaretti, in: Città di fondazione e “Plantatio Ecclesiae”, edited by Pasquale Culotta, Giuliano Gresleri, and Glauco Gresleri. Bologna: Compositori, 2007, 214-236.

Pier Giorgio Massaretti, University of Bologna, piergiorg.massaretti@unibo.it

La prima edizione di questo testo è apparsa − in una versione più ridotta −, nel volume: Pasquale Culotta, Giuliano Gresleri, Glauco Gresleri (a cura di), Città di fondazione e “Plantatio Ecclesiae”, Compositori, Bologna 2007, pp. 214-236. Un nutrito pool nazionale, specializzato sulle “Città di fondazione”, in Italia e nelle sue ex-colonie, si è misurato sul tema con una complessa storiografia interdisciplinare, che poneva al centro della sua diagnosi una connotazione teologico-ecumenica – la Plantatio Ecclesiae, appunto – della fenomenologia urbana della fundatio.

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Hauptstadt und Diktatur – Städtebau in Berlin, Rom, Lissabon, Moskau, Madrid

Publication by Harald Bodenschatz, with contributions from Christian von Oppen, Thomas Flierl, Max Welch Guerra, and Tilman Harlander, 72 pages, 21 images, Berlin: Werkbund Berlin und DOM publishers, 2016

Christian von Oppen, Technische Universität Berlin, Christian.vonOppen@metropolitanstudies.de

Die Publikation erschien anlässlich der gleichnamigen Ausstellung des Werkbundes Berlin (2. bis 30. September 2016 in der Werkbund Galerie, Goethestraße 13, 10623 Berlin). Sie fasst einige Ergebnisse der langjährigen Forschung von Harald Bodenschatz zum Städtebau der Diktaturen während der ersten Hälfte des 20. Jahrhunderts in fünf europäischen Hauptstädten zusammen. Im Mittelpunkt stehen 20 Fotografien, die für ein vielschichtiges Verständnis von Städtebau und Diktatur werben, das über „monumentale Bauten“ und „große Achsen“ hinausgeht. Neben realisierten oder zerstörten städtebaulichen Formen sowie Gebäuden, Gebäudedetails und öffentlichen Räumen von städtebaulicher Bedeutung werden auch gesellschaftliche Programme, Projekte, Ausstellungen und Medien angesprochen, die dem Städtebau der Diktaturen dienten oder diesen befeuerten, ebenso Akteure und Adressaten, nicht zuletzt auch Wirkungen, Wertungen und bauliche wie künstlerische Umgangsformen bis heute. Dabei zeigen sich immer wieder internationale Zusammenhänge: Städtebau und Diktatur – das ist nicht nur und nicht in erster Linie ein nationales Thema.

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Im Schatten von Albert Speer: Der Architekt Rudolf Wolters

Book by André Deschan, 288 pages, 297 images. Berlin: Gebr. Mann Verlag, 2016

Book presentation
Thursday, October 6, 2016. 7 pm
Topgraphie des Terrors, Auditorium
Niederkirchnerstraße 8, Berlin-Kreuzberg
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Harald Bodenschatz, Technische Universität Berlin, harald.bodenschatz@tu-berlin.de

Das Buch von André Deschan thematisiert in einer tagebuchgeleiteten Biographie Leben und Werk eines bedeutenden deutschen Architekten des 20. Jahrhunderts, zugleich eines der wichtigsten Architekten der nationalsozialistischen Diktatur, der aber auch vor 1933 in der Weimarer Republik und in der Sowjetunion sowie nach 1945 in der Bundesrepublik Deutschland tätig war. Als Stellvertreter und in vielen Dingen „rechte Hand“ von Albert Speer hatte er einen kaum zu überschätzenden Einfluss auf die Entwicklung von Städtebau und Architektur in der nationalsozialistischen Zeit.

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Von Adenauer zu Stalin – Der Einfluss des traditionellen deutschen Städtebaus in der Sowjetunion um 1935

Publication edited by Harald Bodenschatz and Thomas Flierl (Verlag Theater der Zeit, Edition Gegenstand und Raum, 2016)

Book presentation
Thursday, September 8, 2016. 8 pm
Bücherbogen, Savignyplatz (Berlin)
Stadtbahnbogen 593, 10623 Berlin

Harald Bodenschatz, Technische Universität Berlin, harald.bodenschatz@tu-berlin.de
Thomas Flierl, Bauhaus-Institut für Geschichte und Theorie der Architektur und Planung, mail@thomasflierl.de

In den letzten Jahren ist das Interesse an der Architektur- und Städtebaugeschichte der Sowjetunion in den 1920er und 1930er Jahren enorm gewachsen. Bisher stand vor allem der Austausch zwischen sowjetischer und westeuropäischer Avantgarde, zwischen Konstruktivismus und Neuem Bauen im Mittelpunkt der Aufmerksamkeit. Aber auch die traditionalistische Wende in Architektur und Städtebau unter Stalin stützte sich auf deutsche Einflüsse. Der Band behandelt erstmals ausführlich das Wirken des Kölner Stadtarchitekten Kurt Meyer, der als Kommunist auf eigenen Wunsch 1930 nach Moskau ging und dort maßgeblich den Generalbebauungsplan für Moskau von 1935 beeinflusste. Meyer wurde 1936 verhaftet und starb 1944 im Lager. Vorgestellt wird weiter das Vorwort zur 1935 in Moskau erschienenen russischen Ausgabe des Buches „Platz und Monument“ von Albert Erich Brinckmann, einem Hauptwerk der deutschen städtebaulichen Kunstgeschichtsschreibung. Kurt Meyer und Albert Erich Brinckmann verkörperten in besonderer Weise den deutschen Erfahrungstransfer in die Sowjetunion Mitte der 1930er Jahre.

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European Urbanism in the 20th Century. The Tension between Real and Written History

Lecture series at the Bauhaus University Weimar

Piero Sassi, Bauhaus-Universität Weimar, piero.sassi@uni-weimar.de
Max Welch Guerra, Bauhaus-Universität Weimar, max.welch@uni-weimar.de

The debate on a common European identity is by no means novel. However, over the past few years the escalation of multiple crises and the consequent discussion about the future of the European Union have extended this debate to ever larger segments of society. A shared European history is a fundamental part of the European identity. Discussing it is today more important than ever.

Professional and cultural exchange throughout Europe was very intense in the 20th century. It had a strong effect on urbanism in the individual countries. Therefore, the history of urbanism in Europe during the 20th century should be discussed in an international context, as a shared history. In doing so, it shouldn’t be neglected that dictatorships, wars, oppression and exile, that strongly characterized 20th century history, produced migration flows. These increased the exchange between the European debate and those of overseas countries, for instance in South and North America.

Within the lecture series, we will tackle some major issues, such as housing policies, large-scale projects and urban renewal in different geographical contexts (Germany, Portugal, Serbia, Spain and Argentina) and historical periods. On the one hand, this will allow to underline similarities between case studies and to recognize the exchange of models, experts and know-how between different countries. On the other hand, by considering the single case study in a broader international context, this will make it possible to understand its peculiarities. Doing so, the lecture will take on a European perspective. Lectures will be given both by scholars of the BUW and by invited guests. Results of ongoing research projects will be discussed in order to provide an overview of contemporary debate on 20th century urbanism, in Germany and in Europe. Topics and case studies will follow a chronological order. In order to receive credits and an attendance certificate, students are required to pass a written examination at the end of the course.
Sponsored by the Federal Ministry of Education and Research

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Städte im Nationalsozialismus: Orte, Räume und Topographien nationalsozialistischer Gesellschaften

Call for Papers,  „Beiträge zur Geschichte des Nationalsozialismus“, volume 33

Christian von Oppen, Technische Universität Berlin, christian.von.oppen@uni-weimar.de

Vier Schwerpunkte sind gesetzt:

(1) Städte als Gewalt- und Herrschaftsraum, Lebenswelt und Sozialstruktur,
(2) Städte als Repräsentationsorte und -räume,
(3) Stadtplanungen und urbane Utopien,
(4) Städte als Erinnerungsorte seit 1945.

Download call for papers > CfP_Staedte_im_Nationalsozialismus_BGNS_33

Moderne in Afrika. Asmara – Die Konstruktion einer italienischen Kolonialstadt 1889-1941

Book by Vera Simone Bader, 288 pages, Berlin: Gebr. Mann Verlag, 2016

Harald Bodenschatz, Technische Universität Berlin, harald.bodenschatz@tu-berlin.de

„Asmara – Afrikas heimliche Hauptstadt der Moderne“ – mit dieser Botschaft betörte Ende 2006 eine Ausstellung im Deutschen Architekturzentrum in Berlin die deutsche Fachwelt. Das Baunetz schwärmte damals: „Piccola Roma in der Wüste: Eine Idealstadt der Moderne wird wieder entdeckt“. Fast zehn Jahre nach der Berliner Ausstellung legt Vera Simone Bader ein Buch vor, das hinter den mythisch aufgeladenen Schleier einer „Idealstadt der Moderne“ blickt. Sie zeigt, dass Asmara eine italienische Kolonialstadt (1889 bis 1941) war, die bereits früh entwickelt wurde, aber dann für den faschistische Überfall auf Äthiopien 1935 eine Schlüsselrolle spielte, in diesem Kontext radikal transformiert und als „Pforte“ des neuen Imperiums inszeniert wurde – nicht zuletzt durch eine bis heute faszinierende Architektur. Das Buch ist die leicht gekürzte Version einer Dissertation, die 2012 am Institut für Kunst- und Bildgeschichte der Humboldt-Universität zu Berlin eingereicht wurde.

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Franco’s settlers

a documentary film by Lucía Palacios and Dietmar Post

Lucía Palacios and Dietmar Post, info@playloud.org

2013 | 112 min | HD | Germany

Directed and produced by Lucía Palacios & Dietmar Post
Narrated by Juan Diego Botto
Photography by Dietmar Post & Lucía Palacios
Edited by Karl-W. Huelsenbeck
Sound mix by Andre Bendocchi-Alves
Artwork by Daniel Richter

Supported by

MEDIA – A Programme of the European Union
Castile – La Mancha University
Centro de Estudios de Castilla-La Mancha
Nipkow Programm
Friedrich Ebert Stiftung

Visit the official website > play loud!
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