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Chi conosce Cesare Valle? Wer kennt schon Cesare Valle?

Harald Bodenschatz, Technische Universität Berlin, harald.bodenschatz@tu-berlin.de

Nonostante il loro lavoro sia fondamentale per lo sviluppo e la comprensione dell’architettura europea del periodo interbellico, la maggior parte degli architetti attivi durante la dittatura di Mussolini vengono tuttora trascurati. Questo atteggiamento sta però cambiando. Nel 2015 il lavoro dell’architetto romano Cesare Valle (1902-2000) è stato ampliamente illustrato in una mostra allestita a Forlì, incentrata soprattutto sulla sua attività in Romagna. Gli edifici progettati da Cesare Valle si sottraggono, come del resto quelli di molti altri architetti italiani, alle troppo facili categorie “tradizione” e “modernità”. Oltre a quella architettonica, la loro dimensione urbana è spesso molto caratterizzante. Il catalogo della mostra, molto esaustivo e ben redatto, è stato curato da Ulisse Tremonti: “Cesare Valle. Un’altra modernità: architettura in Romagna” (Bononia University Press 2015).

Noch immer werden die meisten Architekten der Mussolini-Diktatur übersehen, wenngleich ihr Werk für die Entwicklung und das Verständnis der europäischen Architektur der Zwischenkriegszeit unverzichtbar ist. Aber langsam ändert sich das. 2015 wurde in einer Ausstellung in Forlì das Werk des römischen Architekten Cesare Valle (1902-2000) unter besonderer Berücksichtigung von dessen Aktivitäten in der Romagna gezeigt. Die von Cesare Valle entworfenen Bauten entziehen sich, wie auch viele Bauten anderer italienischer Architekten, den einfachen Schubladen „Tradition“ und „Moderne“. Sie haben aber oft eine städtebauliche Dimension. Im Rahmen der Ausstellung erschien ein ausgezeichneter Katalog, herausgegeben von Ulisse Tramonti: „Cesare Valle. Un’altra modernità: architettura in Romagna“ (Bononia University Press 2015).

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Manifesto della mostra su Cesare Valle sulla facciata del Palazzo Comunale di Forlì. Ottobre 2015. Plakat zur Ausstellung über Cesare Valle am Rathaus von Forlì, Oktober 2015. Foto: Harald Bodenschatz

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